Il Fatto Quotidiano
CHI CONTINUA ANCORA OGGI LA LOTTA CONTRO IL COMUNISMO?

Caro Furio Colombo,

come tanti ricordo con ammirazione il professore e maestro  della politica Giovanni Sartori, però una sua frase mi ha sempre lasciato alquanto perplesso. Eccola:

"Ero anticomunista , quando c'erano i comunisti, ora che non ci sono più, non lo sono più."Secondo me è una affermazione sbagliata. Bersani e D'Alema, tanto  per citarne solo due, che cosa sarebbero, se non dei comunisti ?

Enzo

Credo invece che sia una affermazione giusta e, quando è stata pronunciata ( al tempo del primo Governo Berlusconi ) un punto fermo che toccava a un maestro come Sartori mettere nella storia italiana. Eravamo insieme a New York , alla Columbia University, in quel periodo,  e molti colleghi ponevano a Sartori la domanda sulla ossessione italiana di Berlusconi per il comunismo. Della frase che il lettore oggi discute si è impossessato subito Ronald Reagan  che l'ha ripetuta in una memorabile conferenza stampa in cui ha spiegato che, in un mondo senza comunismo, non ha senso  fare gli  anticomunisti.  Dopo Sartori, e in quegli anni ( gli ultimi cinque prima della fine del secolo ) l'organizzare spedizioni contro il comunismo è diventato specialità di una destra sbandata che è stata di Berlusconi, di Le Pen e, adesso di Steve Bannon alla corte di Trump.

Sartori, con quella breve frase, ha tagliato  fuori dalla storia tutti coloro che, non avendo altre carte  da giocare e altre idee da discutere, al di fuori del vecchio e defunto comunismo ( inteso come  regime sovietico e dintorni culturali europei ), continuavano a rimpiangere il buon tempo andato della netta divisone del mondo, che aveva il comunismo come nemico e pericolo unico e totale. Sartori ha reso ridicolo prima del tempo il progetto di fingere di combattere ancora un morto per non dover entrare nelle nuove discussioni  e dibattiti in  un mondo completamente cambiato. Soprattutto ha svelato ( ricordare gli anni ) la finzione patriottica di Berlusconi e ha anticipato, da vero e autorevole conservatore, tutti coloro che, penosamente, continuano a imitarlo e a denunciare il pericolo comunista anche oggi. Come ha ricordato il Fatto in questi giorni,l'affinità fra Montanelli e Sartori, senza alcun legame,  e con una  sorprendente coincidenza di  tempi e modi per tagliare fuori le parti inutili del passato, ha allargato lo spazio per dimostrare il senso di una sterile battaglia nel vuoto ( l'accusa di comunismo fuori tempo massimo )  che ha consentito di governare male e nel vuoto. Ma ci resta la loro testimonianza, e la grandiosa eredità culturale  di Sartori, il solo politologo tradotto nel mondo come un autore di thriller.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –07–aprile -2017 pag. 10

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