Il Fatto Quotidiano
E ADESSO DI CHI POTREMMO DAVVERO FIDARCI ?

Caro Furio Colombo,

Abbiamo imparato a diffidare di alcuni politici, poi di tutti i politici, intanto ci siamo allontanati dai giudici, abbiamo  capito che gli avvocati imbrogliano, diffidiamo delle burocrazia, e non confidiamo  più di tanto nelle privatizzazioni  dove si ruba e ci siauto-premia ( a spese dei clienti o dei cittadini, fa lo stesso ) come nel  settore pubblico. Per non parlare delle banche. Adesso?

Mirco

….

Adesso sarebbe il momento giusto per imparare quanto sterili e dannosi siano  gli stereotipi, una sorta di colesterolo nella circolazione delle idee che blocca certi percorsi di pensiero, o li devia  verso esiti sbagliati. Credere  con convinzione e furore che tutti i politici siano corrotti è come  affermare che tutti i rom sono ladri, dunque da escludere da ogni altro consorzio. Immaginare  che i medici, o almeno coloro che, in base a provati criteri scientifici, guidano e orientano la comunità medica, siano ( tutti )  al servizio delle grandi multinazionali del farmaco è  come affermare che certi gruppi etnici abbiano davvero  le  qualità negative della leggenda razziale,  da cui è necessario guardarsi sempre. Sto dicendo che la discriminazione secondo attività e  professioni,  ha gli stessi caratteri irrazionali della discriminazione razziale, perchè immagina  una persistenza di incurabili ragioni  di esclusione che si trasmettono all'interno di tutto il gruppo. Dunque vivere di stereotipi e di  clichè vuol dire vivere una vita amara di diffidenza continua,  e costringe a essere impegnati in una attività di giudizio e condanna senza fine. E' una modalità di vita e di pensiero che uccide ogni curiosità, ogni nuova avventura ( perchè tutti i comportamenti  sono preventivamente  prescritti e consistono quasi solo nello spingere via, nell'escludere i presunti infidi e diversi ) e impedisce di cercare  nuovi legami. E'  come nascere alla vita pubblica per seguire, senza possibili alterazioni, un solo percorso. E' vero che il paesaggio non  è invitante ed è pieno di trappole, ma non è vero  che isolamento e sospetto siano il solo comportamento  possibile altrimenti si  entrerebbe in un'epoca di sovietismo "bianco", di stalinismo nonviolento  ma tenacemente imposto attraverso  un bullismo di rete che si impegna ad escludere - con pubblici  processi continui - gli indisciplinati e i miscredenti.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –29–aprile -2017 pag. 10

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