Il Fatto Quotidiano
IUS SOLI: COME CONQUISTARE LA CITTADINANZA ITALIANA

Caro Furio Colombo,

Il discorso sulle ragioni per negare la cittadinanza ai bambini nati nel nostro Paese da genitori   non italiani, assomiglia molto alle argomentazioni per vietare l’adozione i alle coppie gay: I bambini hanno diritto a un padre e a una madre. Perciò, se veramente li amiamo e vogliamo proteggerli, li mandiamo in  orfanatrofio.  In questo caso la parte lesa è l’Italia.

Partiti secessionisti ti dicono che la patria te la devi conquistare e non si regala. Partiti nati dalla rete ti garantiscono che se non sei originario del territorio ( quello fisico, leghista, non virtuale ) non solo non  avrai la cittadinanza, ma è meglio evitare di traversare il mare, che è nostrum, non di tutti. Mi sembra  che ci sia in giro una certa confusione.

Valeria

La confusione è sovrana, e  l’insieme delle argomentazioni  ostruzionistiche costituisce, direbbe qualcuno, un pastrocchio non accettabile  per mancanza di senso comune e di logica. Pensate alla frase: “ la cittadinanza si deve conquistare”.  E’ imbarazzante per entrambe le parti. Chi la propone sta dicendo a se stesso che ha messo insieme una patria unica al mondo, una cosa che non puoi dire senza essere ridicolo, non perché l’Italia valga poco, ma perché vale come ogni altra patria per i suoi cittadini. Gli ebrei e gli antifascisti che sono riusciti, durante il dominio nazifascista sull’Europa, a entrare in Svizzera non si sono posti il problema della grandiosità storica o morale della Svizzera ma del fatto che ( a pagamento ) in quel Paese  ci si poteva salvare in caso di necessità. Quasi nessuno di coloro che attende la cittadinanza italiana per avere un minimo di diritti, ha scelto l’Italia per la sua grandezza storica, che “ deve meritarsi”. Si tratta di necessità e, per molti, di transito. Leghisti e negazionisti  di vario tipo, sembrano non rendersi conto che tutto il dibattito avviene  fra noi italiani,  e non riguarda gli stranieri, che cercano diritti, non patria. E noi dobbiamo decidere se siamo abbastanza civili   da dare diritti ai profughi (una questione risolta nell’antichità ) oppure siamo abbastanza barbari da negarli, trattando gli stranieri ( in questo caso i bambini ) da nessuno. Un altro argomento è che non conoscono i nostri valori. Sapete chi lo dice?  Chi ha versato orina di maiale su un terreno in cui doveva essere costruita una moschea. Chi ha incendiato di notte dei giacigli  di fortuna di  profughi senza casa, accampati sotto il ponte Dora a Torino. Chi, periodicamente, da fuoco a campi rom, perché ingombrano. Chi lascia i bambini digiuni a scuola perchè i genitori non hanno versato la retta dovuta. Chi urla insulti razziali dalle varie curve di tanti stadi italiani quando un giocatore è nero. Come si vede, la questione di “ quali valori” è un po’ confusa in Italia. E’ vero che milioni di nostri connazionali sono tra i cittadini  migliori d’Europa. Ma è tutta gente che non negherebbe mai i diritti ai bambini degli altri, e che, con  questa storia, non ha nulla a che fare.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –22- giugno-2017 pag. 12

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