Il Fatto Quotidiano
PER IL PARLAMENTO EUROPEO IL 4 LUGLIO E' UNO STRANO GIORNO

Caro Colombo,

Un giorno che non dimenticherò è il 4 luglio. Non per la festa americana ma per un incredibile evento. Il Parlamento europeo era convocato per discutere i dramma  degli sbarchi in Italia, un numero che continuava a salire. Il parlamento europeo era vuoto.

Anna

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Il riferimento è a un evento di dieci giorni fa. Eppure serve parlarne ancora perché è allo stesso tempo desolante e esemplare.  Perchè, convocato da Junker, presidente della Commissione Europea,  in seduta  straordinaria, il Parlamento europeo avrebbe dovuto  affrontare, almeno in termini di direttiva e di esortazione, la irragionevole e pericolosi decisione di tutti i Paesi intorno all’Italia, di chiudere  porti e frontiere, abbandonando ogni impegno per la soluzione dell’immenso problema. Quel giorno, e nonostante l’autorevole invito e il momento  tragico, il Parlamento era vuoto. Non so se Junker abbia violato i suoi impegni istituzionali quando ha detto all’aula vuota: “siete ridicoli”. Un’offesa, certo. Ma anche la verità. E poi come si fa ad offendere qualcuno che, per dovere d’ufficio deve affrontare un’emergenza ( che si compone di essere umani allo sbando nel mare ) e non si fa trovare? Ma non temete, c’è stato chi, con fermezza e indignazione, ha difeso il Parlamento europeo. E’ stato Antonio Tajani, suo presidente e uomo politico italiano di primo piano ( o almeno di primo piano in Forza Italia). Ha gridato, indicando la sala vuota che non ha avuto l’autorità e la credibilità di convocare: “ Non è vero, non siamo ridicoli”. I due, visti uno alla volta o insieme, non sono un bello spettacolo. Junker, capo di quel poco che è l’esecutivo europeo, non ha fatto molto e non ha anticipato nulla. E purtroppo, è privo sia di leadership che ci autorevolezza, come Tajani. Quanto al presidente italiano del Parlamento europeo, nulla testimonia di un impegno, uno sforzo, una iniziativa, un intervento, a parlamento affollato o deserto, per affrontare un dramma che, in sequenza, riguarda il mondo ( lo spostamento di interi popoli ). L’Europa ( che è il nord cercato dalla massa in fuga ) e l’Italia ( il solo Paese, oltre alla Grecia, che non abbia chiuso o abbandonato nessuno,  anche se molti italiani vogliono  che accada ). Tajani si è guardato bene dall’onorare il suo Paese nel giorno in cui, di fronte a trenta deputati europei tra i meno neghittosi, spettava all’Italia il merito di non avere, finora,  fatto finta che esista la Libia e che la Libia, frantumata e da guerre di bande, possa fare da argine alla spinta di una umanità in fuga. Certo, una attenuante per Tajani è Il disumano disinteresse di tutto il resto d’Europa. E la confusione del parlamento e del governo italiano che non riescono a tener  ferma una politica, finora umana. O non vogliono più,  essere  in dissenso  con il resto del mondo.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –13-luglio--2017 pag. 10

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